E’ un grido di dolore quello lanciato attraverso il web da Tewelde Gebreselassie, uno dei maggiori leader dell’opposizione eritrea all’estero e membro influente della Eritrean Democratic Alliance (EDA): “l’Eritrea sta morendo nella completa indifferenza del mondo”.

Paradossalmente i giovani eritrei in fuga da Afeworki e dal suo sanguinario regime, trovano asilo proprio presso lo storico nemico etiope che ne accoglie a migliaia. E’ in Etiopia che si sta organizzando la resistenza ed è dall’Etiopia che parte l’appello alla comunità internazionale di Tewelde Gebreselassie per un intervento in stile Libia anche in Eritrea. “La situazione in Eritrea è molto peggio che in Libia” afferma Tewelde Gebreselassie. “Negli ultimi anni più di un milione di eritrei sono fuggiti dal regime” – continua Tewelde – “e sono centinaia i dissidenti incarcerati e lasciati morire lentamente nelle orribili prigioni eritree”. Continuando poi nel suo appello Tewelde Gebreselassie ricorda che in Ertrea non c’è libertà di stampa, libertà religiosa (sono decine i leader spirituali incarcerati), che non c’è uno straccio di costituzione e che il Diritto alla salute e all’istruzione è solo un eufemismo. “La gente eritrea muore semplicemente per fame o per una malattia che in altre parti del mondo sarebbe facilmente curabile. La violazione dei Diritti Umani in Eritrea è così sistematica che non esiste al mondo nessun’altro Paese che viola così palesemente i più fondamentali Diritti” conclude il sig. Tewelde.
Per questo motivo la Eritrean Democratic Alliance ha bisogno dell’aiuto dell’occidente, un aiuto concreto che non significa iniziare a bombardare l’Eritrea ma che vuol dire “aperto sostegno alla dissidenza eritrea al fine di rovesciare Issaias Afeworki e instaurare un regime democratico in Eritrea”. Tewelde Gebreselassie non nasconde che la possibilità che il suo appello venga accolto è praticamente a zero visto che alcuni Paesi occidentali, in particolare l’Italia, mantengono buoni rapporti con il sanguinario regime eritreo. Il sig. Tewelde parla in particolare di una potentissima “lobby economica italo-eritrea” che annovera al suo interno importanti personaggi politici italiani, una lobby che farà di tutto per impedire che in Eritrea si instauri un Governo democratico. Per questo motivo l’appello è rivolto in particolare agli USA e all’Unione Europea e non all’Italia sulla quale l’opposizione eritrea sa benissimo di non poter contare.
Bianca B.