Poteva essere una vera e propria strage di innocenti quella scongiurata questa mattina in un kibbutz vicino ad Ashkelon. Un razzo sparato dalla Striscia di Gaza ha sfiorato un asilo nido nel momento in cui i genitori stavano portando i loro bambini nella struttura, le otto di mattina.

Secondo fonti mediche la ragazzina ferita è stata portata presso il Barzilai Medical Center di Ashkelon insieme ad altre persone sotto shock. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Moltissimi i bambini terrorizzati dalla fortissima esplosione. Come detto, per fortuna le sirene dell’allarme rosso hanno avvisato per tempo la popolazione. Attenzione, perché quando si dice “avvisare per tempo” significa che dal momento in cui suona la sirena a quando arriva il razzo passano solo poche decine di secondi.
Secondo fonti militari israeliane l’attacco all’asilo nido è stato “un atto deliberato perpetrato con l’intenzione di fare una strage”.
Questo attacco, come quelli tentati nei giorni scorsi, dimostrano chiaramente come, parole a parte, Hamas non intenda assolutamente fermarsi nel raggiungimento del suo obbiettivo finale, la distruzione di Israele. E non serve allentare la pressione sull’isolamento della Striscia di Gaza, non serve inviare migliaia di tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione palestinese nella speranza di portare il gruppo terrorista su posizioni più morbide. Hamas è un gruppo di assassini e tale rimane. Anzi, approfitta dell’allentamento della tensione proprio per rafforzare la sua posizione e tornare a colpire.
Per oggi la strage è stata evitata, ma il segnale lanciato da Hamas è chiaro e allo stesso tempo inquietante. Peccato che in occidente ci sia ancora qualcuno che sostenga la necessità di “trattare” con Hamas. Consiglierei a quei signori di passare un po’ di tempo ad Ashkelon, magari con le loro famiglie.
Sharon Levi