Dopo giorni di attesa ieri finalmente il dittatore siriano, Bashar al Assad, si è presentato al Parlamento Siriano per fare il tanto atteso discorso che avrebbe dovuto dare il via alle riforme chieste nelle scorse settimane dai giovani siriani scesi in piazza. Purtroppo l’attesa è andata miseramente delusa.

Non mi dilungherò a raccontare i 45 minuti di sterile discorso di Assad, un discorso tipico dei dittatori che come al solito cercano di dare la colpa del sommovimento popolare a ipotetiche “forze esterne”. Il richiamo a Israele è evidente. C’era da immaginarselo e lo avevamo pure detto in tempi non sospetti.
Cosa succederà adesso in Siria? Probabilmente i giovani siriani torneranno a scendere in piazza (secondo notizie venerdì ma anche oggi in alcune città), ma se qualcuno si aspetta una spallata al regime si sbaglia. In Siria da diversi giorni sono arrivati i rinforzi iraniani e si sa che gli ayatollah sanno come trattare i manifestanti: gli sparano.
Quindi aspettiamoci nuove stragi in Siria mentre il mondo continuerà a guardare immobile questi giovani e coraggiosi siriani che vengono massacrati. La Siria non è la Libia, non ha il petrolio e non ci sono interessi fondamentali e strategici per l’occidente, almeno fino ad ora. Nessuno interverrà per difendere le vite di questi ragazzi, come a suo tempo nessuno è intervenuto per salvare le vite dei giovani iraniani massacrati dagli aguzzini al soldo di Ahmadinejad. Il bluff di Assad è fino ad ora riuscito. Si è riorganizzato, sono arrivati i pasdaran dall’Iran pronti a massacrare i giovani siriani. Cosa volete di più? Mancava solo il complotto sionista. Ora abbiamo anche quello. Il quadro è completo. Ciao ciao Siria libera.
Noemi Cabitza
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