Kampala – Uganda: negli ultimi mesi la situazione della distribuzione dei farmaci retrovirali agli ammalati di AIDS in Uganda è decisamente peggiorata. Gli ospedali e i dispensari non riescono più a far fronte alle richieste. Il motivo è che mancano i fondi per l’acquisto dei kit salvavita da distribuire.

Negli ultimi tempi però questa situazione è cambiata a causa della crisi globale che ha colpito tutto il mondo, Stati Uniti compresi. Il programma voluto dal Presidente Bush è stato quindi bruscamente interrotto dal Presidente Obama, seguito oltretutto da altri Paesi.. La prima conseguenza è stata l’interruzione della distribuzione del kit salvavita ai nuovi infetti e una notevole riduzione della distribuzione a chi già ne beneficiava. Secondo Kajubi Phoebe, ricercatore dell’AIDS Prevention Research Project della Harvard University, a causa di questo fatto, negli ultimi sei mesi sono incredibilmente aumentati i casi di trasmissione tra madre e feto oltre, naturalmente, i casi di conclamazione della malattia tra gli adulti sieropositivi.
Quello dell’Uganda, da sempre in prima linea nella lotta e nella prevenzione della diffusione dell’AIDS, è un segnale molto preoccupante che dovrebbe seriamente far riflettere i governi occidentali. Interrompere i finanziamenti per l’acquisto dei farmaci retrovirali significa far riprendere la diffusione della malattia che negli ultimi anni aveva visto una notevole regressione.
Dagli Stati Uniti ribattono che in Uganda e nei paesi beneficiari degli aiuti per i farmaci retrovirali, a causa (o grazie) alla distribuzione dei kit salvavita si è perso di vista la prevenzione e ci si è dedicati quasi completamente alla cura della malattia. Questo, secondo alcuni esperti americani, giustificherebbe il taglio degli aiuti finanziari per l’acquisto dei farmaci retrovirali. In effetti è possibile che visto l’enorme numero di infetti ci si sia dedicati alla loro cura piuttosto che a campagne di prevenzione o di sensibilizzazione, ma è anche vero che dette campagne dovrebbero essere fatte dalle organizzazioni non governative, dai missionari, dagli organi di stampa ecc. ecc. e non dai medici o dalla sanità statale. Non ci risulta per altro che a fronte dell’interruzione dei finanziamenti per l’acquisto dei kit salvavita sia corrisposto un contestuale aumento dei finanziamenti dedicati alla prevenzione e alla sensibilizzazione.
Secondo diversi esperti contattati nei gironi scorsi da Secondo Protocollo, se il taglio dei finanziamenti per l’acquisto dei kit salvavita non verrà revocato, nei prossimi mesi potremmo assistere a un enorme aumento sia dei casi di sieropositività tra i neonati che ad un considerevole aumento dei casi di AIDS conclamato. Noi riteniamo che la lotta all’AIDS debba avere la precedenza su qualsiasi altra urgenza e che i fondi per l’acquisto dei farmaci retrovirali debbano essere trovati a qualsiasi costo. Diversamente potremmo tornare indietro di anni nella lotta alla peggiore malattia che il genere umano abbia mai conosciuto.
Secondo Protocollo Africa Team