Nigeria – Quando lo scorso 10 agosto scrivemmo che il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in visita in Nigeria chiese al Governo nigeriano di trattare con i terroristi islamici di Boko Haram, definimmo quella richiesta “assurda” perché comunque pensavamo che la Nigeria avrebbe avuto la forza di ridire in faccia alla Clinton filo-islamica degna seguace di Barack Hussein Obama. Invece ci sbagliavamo.

“Il nord della Nigeria confina con il Ciad, il Camerun e il Niger – ha detto la Clinton in occasione della sua visita in Nigeria – e per questo siamo molto interessati alla situazione in quell’area (e non per i massacri di cristiani n.d.r. Rights Reporter). Abbiamo incoraggiato il Governo nigeriano a non usare la violenza eccessiva nel reprimere il movimento di Boko Haram (movimento, non gruppo terrorista n.d.r. Rights Reporter) perché la nostra esperienza in Iraq e in Afghanistan ci dice che troppa violenza genera altrettanta violenza”. Insomma la Clinton, ben lungi dall’interessarsi del destino di milioni di cristiani perseguitati e massacrati dai terroristi islamici, ha chiesto al Governo nigeriano una vera e propria resa come quella di Barack Hussein Obama ai talebani afghani.
Come detto, si pensava che il Governo nigeriano avesse avuto la forza per rimandare al mittente queste assurde richieste, invece non è così. A quanto pare la Clinton aveva la carta segreta degli aiuti militari e, soprattutto, degli enormi aiuti umanitari elargiti da USAID, che nel caso della Nigeria equivalgono a centinaia di milioni di dollari suddivisi in diversi progetti di sviluppo e di aiuto. Chiaro che il Governo nigeriano, sotto un vero e proprio ricatto, non poteva fare altro.
L’assurdo è che mentre il Governo nigeriano rende noto che sta effettivamente trattando con i terroristi di Boko Haram, anche se precisa attraverso canali indiretti, gli stessi terroristi dicono che a loro non interessa trattare con Abuja ma che il loro e unico obbiettivo è quello di trasformare la Nigeria in uno stato islamico e che quindi non si fermeranno. Insomma, il Governo nigeriano per dare retta alla Clinton parla di “pace e integrazione” mentre i terroristi se la ridono e parlano di guerra e di “epurazione della Nigeria dai cristiani”.
Ma la ciliegina sulla torta è arrivata ieri sera da “Voice of America” che nel suo programma di notizie radiofoniche dedicato all’Africa ha detto che la linea di Hillary Clinton è quella di favorire il dialogo tra il Governo nigeriano e Boko Haram al fine di “trasformare il gruppo terrorista in un partito politico”, linea confermata (secondo Voice of America) nientemeno che da uno dei massimi esponenti del gruppo terrorista legato ad Al Qaeda, Abubakar Shekau, considerato da molti il capo dei terroristi. In sostanza la Clinton sta cercando di legittimare un gruppo di terroristi e assassini che, comunque, non rinunceranno al loro obbiettivo finale.
A noi francamente quella imposta dalla Clinton alla Nigeria (perché di imposizione si tratta) sembra una linea del tutto sbagliata, una linea che si è già rivelata fallimentare in Afghanistan e in Iraq e che ha portato solo all’espansione legalizzata dell’estremismo islamico. Ora, qualcuno si è risentito perché noi sosteniamo che Barack Hussein Obama sia un Presidente filo-islamico, ma i fatti parlano chiaro, dall’Egitto alla Libia, dall’Afghanistan all’Iraq e ora in Africa, il Presidente americano nel giro di quattro anni ha consegnato chiavi in mano mezzo mondo all’estremismo islamico, quindi o è un idiota o è un islamico e tra le due opzioni non saprei davvero quale sia la peggiore.
Claudia Colombo