Che la politica estera italiana voluta dal Ministro Frattini (e quindi dal Premier Berlusconi) fosse improntata tutta sugli affari spesso a discapito dei Diritti lo sapevamo già. Lo abbiamo visto con alcuni casi che seguiamo, lo abbiamo constatato durante l’ultima visita di Gheddafi in Italia e lo vediamo quotidianamente quando si tratta di rimanere in silenzio quando invece ci sarebbe da urlare con altri Stati per difendere i Diritti dei cittadini italiani all’estero, ma che si arrivasse alla disinformazione sul Diritto internazionale per proteggere gli affari con la Libia lo dovevamo ancora vedere.

Lasciamo stare le dichiarazioni del Ministro Maroni di cui abbiamo chiesto conto ieri, quello che ci sembra di poter dire in questo caso è che l’Italia non solo è supina alla Libia, ma che in nome degli affari miliardari con il Colonnello Gheddafi permette ai libici di fare di tutto, compreso appropriarsi di 60 miglia di acque internazionali tra le più pescose del Mediterraneo e di mitragliare i pescatori italiani che si avventurano (con Diritto) in quelle acque.
La misura è colma, decisamente colma. Non bastava che delegassimo al Colonnello Gheddafi il massacro di poveri clandestini per nome e per conto dell’Europa e in particolare dell’Italia, non bastava che chiudessimo gli occhi sulle terribili condizione dei clandestini respinti in Libia (quelli fortunati che non vengono mitragliati), non bastava nemmeno che subissimo i vergognosi show del Colonnello durante l’ultima visita in Italia rendendoci ridicoli agli occhi di tutto il mondo, ora ci si vuole far digerire anche questo con un esempio di disinformazione senza precedenti.
Quanto costano agli italiani – in termini di Diritto, di immagine e di pecunia – gli affari conclusi con il Colonnello Gheddafi? Per quanto tempo ancora dobbiamo subire questo vergognoso e patetico lacchè dei nostri politicanti verso il dittatore libico? Oggi Fratti riferirà alla Camera sull’attacco libico al peschereccio italiano. Speriamo che per una volta abbia un sussulto di orgoglio e che dica sia la verità sui fatti, sia cosa intende fare con la Libia.
Noemi Cabitza