Iran: dissidenza sotto attacco con il trucco. Forse arrestati Moussavi e Karroubi. Non lasciamoli soli
L’ordine arrivato ieri dalla Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, è stato perentorio: distruggere con ogni mezzo l’opposizione, distruggere l’onda verde, arrestare i leader compresi i politici, insomma zittire una volta per tutte studenti e semplici cittadini che hanno l’ardire di chiedere più libertà e democrazia.

Sono tanti gli elementi che avvalorano la tesi che sia stato lo stesso regime a organizzare i fatti che poi hanno portato la Guida Suprema a ordinare l’eliminazione della dissidenza. Da diversi giorni i siti internet legati all’onda verde segnalano che i Pasdaran avrebbero ordinato la massima allerta per il 15 dicembre, giorno in cui si presume verranno effettuati (o resi noti) arresti eccellenti. Abbiamo messo tra parentesi “resi noti” perché in queste ore si rincorrono voci, non confermate, dell’arresto di Mir Hossein Moussavi e di Mehdi Karroubi, i due massimi esponenti dell’onda verde. Lo stesso Moussavi sabato e ancora ieri metteva in guardia i suoi sostenitori di stare allerta e di aspettarsi un suo imminente arresto.
Ora bisogna chiedersi cosa può fare l’occidente per non lasciare soli i giovani iraniani che con tanto coraggio si battono contro la dittatura di Ahmadinejad e degli Ayatollah. Innanzi tutto non bisogna fare l’errore fatto nei mesi scorsi di spegnere le luci sulle manifestazioni, spesso oceaniche, dell’onda verde. La grande stampa non può dedicare loro semplici trafiletti, in primo luogo perché non fa una buona informazione e poi perché un popolo che lotta per la sua libertà non può essere cancellato dai media. In seconda battuta occorre supportare con tutti i mezzi la dissidenza iraniana a partire da fornire loro i mezzi necessari per comunicare con il mondo libero. Per fare questo occorre il supporto di Governi e i servizi occidentali i quali devono mettere a disposizione le strutture necessarie e sicure affinché dall’Iran possano comunicare con il mondo libero. Se questa deve essere considerata una interferenza, ebbene, che lo sia. Ma non possiamo, noi che ci reputiamo appartenenti al “mondo civile”, abbandonare i giovani iraniani al loro destino. Al diavolo la diplomazia, qui si parla di assassini che uccidono sangue del loro sangue, non di un Governo democraticamente eletto. Infine occorre aiutare quei dissidenti che cercano di fuggire dal Paese. Per questo la diplomazia deve fare pressioni sulla Turchia affinché non rispedisca indietro i giovani iraniani che, costretti a passare sul territorio turco, vengono arrestati dalla polizia e, nel silenzio più assoluto, rispediti indietro dove li aspetta la morte. Ai dissidenti iraniani va garantito lo status di rifugiato politico e su questo l’Europa può fare tanto. Sarebbe un segnale molto forte al regime degli Ayatollah.
Ormai da diversi mesi denunciamo il piano di Ahmadinejad, ora quel piano è arrivato alla fase finale e, anche per il mondo libero, non è affatto una buona cosa. Ragione in più per supportare con tutti i mezzi la dissidenza iraniana.
Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, come sempre, Secondo Protocollo seguirà con attenzione i fatti che accadono in Iran cercando di essere tempestivi negli aggiornamenti. Per questo è stato aperto un topic apposito anche sul nostro forum che potrete trovare a questo indirizzo e al quale chiunque abbia notizie aggiornate può partecipare. Questo anche e sopratutto per mantenere alta l’attenzione su quello che accadrà nelle prossime ore in Iran, non un fatto interno alla Persia ma un vero e proprio fatto di rilevanza mondiale.
Secondo Protocollo

Non dobbiamo abbandonarli adesso. Il regime sta preparando una epurazione generale che il mondo civile e libero non può permettere
questa è la dichiarazione di questa mattina fatta da Ahmadinejad
“I nemici della nazione iraniana sono frustrati e vogliono vendicarsi insultando i principi sacri del paese”. Cosi’ il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha attaccato questa mattina i suoi oppositori, riferendosi ai video diffusi sul web in cui si vedono alcuni uomini che bruciano l’immagine dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica. “Questi nemici devo temere il tifone di rabbia del popolo iraniano”, ha aggiunto il presidente, citato dall’agenzia Ilna.
Non c’è che dire, una bella campagna contro la dissidenza che non fa presagire nulla di buono
Il Times online oggi pubblica quello che voi avete detto più di dieci giorni fa, cioè che l’Iran sta conducendo esperimenti sui detonatori nucleari. Meglio tardi che mai
Arrivano notizie di arresti tra gli studenti. L’accusa è quella di aver bruciato le fotografie degli Ayatollah. Il procuratore generale di Teheran ha detto questa mattina che “non avrà pietà”. Non si conoscono ancora i nomi degli studenti arrestati ne il loro numero. Si sa solo che sono stati prelevati dall’Università di Teheran.
confermati gli arresti di alcune persone che erano presenti quando le foto degli ayatollah venifano strappate. I ragazzi, tutti giovani, sono stati portati nel carcere di Evin di fronte al quale questa mattina oltre 150 madri hanno inscenato una protesta per chiedere di poter vedere i loro figli. Intanto Said Leylaz, un economista che negli ultimi anni ha criticato duramente Ahmadinejad, e’ stato condannato a 9 anni e 74 frustate.
DELIRANTE COMUNICATO DEI BASJI – Gli arrestati per aver insultato il grande Ayatollah Khomeini e la guida suprema dell’Iran, Ayatollah Ali Khamenei dovranno essere portati di fronte al giudice molto in fretta perché il popolo iraniano vuole giustizia. Dovranno pagare per i loro misfatti.
Lo scrivono sul loro sito ufficiale basirat.it
le proteste continuano anche oggi. Questo video è dell’università di Teheran
http://www.youtube.com/watch?v=jt3DOJxkvGg